Sognando Stoccolma...


Con Minosse in arrivo e i mezzi pubblici di Milano in regime ridotto per l'estate, l'unica speranza che ho di sopravvivere a questo lunedì è immaginare qualche viaggio.
Come vi ho accennato, probabilmente passerò l'estate in città, ma nulla mi vieta di fantasticare... chissà, magari a Settembre...

La meta dei miei sogni in questo periodo è Stoccolma.
La città è occupata per il 30% della sua superfice da Canali e corsi d'acqua (il centro si estende su 14 isolette collegate tra di loro) e per un ulteriore 30% da parchi e zone verdi.
Se questo non bastasse a convincervi la temperatura di oggi si aggira tra i 14 ed i 22 gradi (contro i 21°/31° di Milano) e la cucina svedese offre ottimi piatti a base di Salmone e prodotti da forno strepitosi.

Ecco, se ora riuscissi a convincere Marco a una partenza improvvisata...

E voi, che programmi avete? state partendo, state tornando, resterete in città?
Ma soprattutto, che mete (reali o immaginarie) avete scelto?

Buon lunedì e a presto.


Credits
Photo: View over Strandvägen in Stockholm
by Henrik Trygg / imagebank.sweden.se [link]

Kindle, sei mesi dopo...

Sei mesi dopo il grande acquisto, torno a parlarvi del kindle, calcolatrice alla mano, per vedere se davvero c'è un risparmio oppure se è tutta un'impressione. 
     >> Seguite questo link per leggere la mia prima recensione sul prodotto

Partiamo subito con qualche dato utile che ho raccolto dal momento dell'acquisto ad oggi:
  • N° libri scaricati: 35 (di cui 11 gratuiti e 24 a pagamento)
  • N° libri letti: 28
  • Spesa totale: 101,30 €
  • Spesa media per libro: 4,22 € (su 24 libri a pagamento più e meno recenti)
Considerando che leggo circa un libro alla settimana in lingua originale (costo medio del cartaceo tra i 6,99 € e i 15,00 €) e che non ho la possibilità di scambiare libri con amici e parenti, ho notato un notevole risparmio rispetto ai primi sei mesi del 2011.
Oltre a questo, i principali vantaggi che ho apprezzato sono: la disponibilità di titoli (ho trovato tutti i libri che cercavo) e la "trasportabilità" del kindle (piccolo e leggero, mi permette di avere sempre in borsa tutti i libri che voglio leggere).
Da questo punto di vista, per me è stato senza dubbio un successo!

Ma passiamo alle considerazioni negative e alle critiche costruttive:
  1. E' molto più semplice prestare e regalare libri cartacei piuttosto che digitali, quindi se i libri che leggete vengono in buona parte dalle librerie di amici e parenti, non vi conviene comprare un kindle. Pare che stiano lavorando ad alcune soluzioni per rendere questi processi più semplici ma ad oggi, non mi risulta che sia possibile.
  2. L'acquisto one-click è potenzialmente pericolosissimo per il portafoglio! E' vero che registrando i propri dati (carta di credito & co.) su Amazon si risparmia un sacco di tempo per ogni singolo acquisto, ma è anche vero che diventa molto più semplice fare acquisti compulsivi.
  3. Cercare libri su Amazon non è bello quanto girare per una libreria. La ricerca per autore e per titolo è chiaramente comodissima ma, anche se per ogni libro viene riportato un elenco di titoli simili che potrebbero interessarti, Amazon non ha ancora trovato un modo per creare un allestimento tematico che ricordi un pochino quello delle librerie... e sinceramente è un peccato.
Detto questo, lo ritengo un ottimo prodotto. Io ho la prima versione uscita (senza touch-sceen, che personalmente trovo non necessario).
Come già accennato nella mia prima recensione, il kindle funziona grazie all'uso di inchiostro elettronico e quindi l'esperienza di lettura ricorda molto quella di un libro cartaceo. Lo schermo del kindle, ad esempio, non è retroilluminato (e quindi non stanca la vista come un PC).
La batteria dura davvero moltissimo, leggendo circa 2/3 ore al giorno (uno dei pochi vantaggi della vita da pendolare) metto in carica il kindle meno di due volte al mese. Ci metto 3 o 4 ore per caricarlo completamente.

Penso sia tutto. Spero che la mia opinione vi possa essere utile. Fatemi sapere se avete domande, sarò felice di rispondervi. A presto.

Attenzione: Uomini ai fornelli!


Saranno pure in maggioranza nella ristorazione, ma in famiglia (o meglio, in alcune famiglie) gli uomini sono assolutamente banditi dall'entrare in cucina.
Finchè c'è da dare una mano con la lavastoviglie o con il barattolo della passata, è un conto... ma guai se li si lascia avvicinare ai fornelli!

La mia è sempre stata una famiglia piuttosto moderna. Mia madre, ad esempio, non ha problemi a lasciar cucinare suo marito (anche se poi si rifiuta sistematicamente di mangiare qualsiasi cosa non sia preparata come dice lei, anche al ristorante) e mio fratello negli anni della scuola alberghiera ne ha fatti parecchi di esperimenti nella nostra cucina.

Completamente diverso è il caso di mio padre che, dopo aver ignorato l'esistenza della cucina per quarant'anni, si è trovato a dover preparare il pranzo in assenza di mia madre e si è convinto di essere il genio incontrastato delle uova al tegamino.
Ad oggi non siamo ancora riusciti a fargli accettare la realtà dei fatti...

Vi chiederete dove voglio arrivare con questo discorso...
..Sarò pure pignola, insofferente e incapace di accettare che qualcun altro usi i miei taglieri ma, dopo una lunga giornata di lavoro, sono in grado di apprezzare chi mi fa trovare un piatto di carbonara preparato con amore.

Grazie, tesoro.

Buona giornata e a presto.

Novità in tavola



Appena prima di Natale avevo trovato in uno dei miei negozi abituali un simpaticissimo tessuto in lino grezzo con delle galline. Ne avevo comprato un paio di metri con l'idea di fare qualcosa per la cucina: un paio di cuscini, un grembiule o magari un cesto per il pane.

L'ho ripreso in mano durante quest'ultimo weekend di maltempo e ho deciso di creare un runner per il tavolo della cucina di circa 45cm x 140cm (con 4cm di margine per lato). Tre ore dopo, stavo pranzando sul mio nuovo runner.

Ho già diversi runner e tendo a preferirli alle tovaglie perchè danno un tocco di colore al tavolo e si abbinano molto bene con le mie tovagliette dell' ikea in foglie di giacinto [link], ho pensato quindi di proporvi alcuni utilizzi del runner nella speranza che possiate innamorarvene anche voi.



1. Tavola semplice da Aniika.com [link] 
2. Colazione rustica da Houseandhome.com [link] 
3. L'ora del Tè dal catalogo di Potterybarn.com [link] 
4. Tavolo da Cerimonia da Stylemepretty.com [link] 
5. Angolo ristoro da Marthastewart.com [link] 
6. Buffet Rustico da Marthastewart.com [link]

Che ne dite? Quale rispecchia di più il vostro stile? 
Il mio preferito è il secondo, mi ricorda l'angolo colazione di un Bed&Breakfast in campagna... tranquillo, semplice e rilassante. E' tutto per oggi. A presto.


Patate al Forno - Trucchi e Consigli

Le ho provate tutte... al forno, lesse, in insalata... con la sorpresa...

Scherzi a parte, le patate al forno sono senza dubbio nella top 10 dei miei piatti preferiti.
Potrebbero sembrare semplici da preparare ma ci sono in realtà ci sono una marea di trucchi e di scuole di pensiero, quindi ho pensato di condividere con voi alcuni dei miei trucchetti (sperando che vogliate raccontarmi i vostri).

Taglio e dimensione
Il mio taglio preferito e senz'altro a spicchi piuttosto grandi e irregolari, senza buccia. 

10 minuti a bagno
Appena tagliate, lascio le patate a mollo in acqua fredda per una decina di minuti perchè rilascino l'amido in eccesso. Questo processo dovrebbe garantire patate più croccanti.
La consistenza ideale per me? Croccanti fuori e morbide dentro, ovviamente.

Lessare o non lessare?
Prima della cottura in forno, di solito faccio lessare le patate in acqua non salata per una decina di minuti per ammorbidirle un pochino. Non è un passaggio che rispetto sempre, ma se ho tempo e voglia mi piace seguire tutti i passi. Vi garantisco che si sente la differenza.

Erbe e Condimenti
Sistemo sempre le patate in una teglia foderata con carta da forno insieme a sale grosso, olio extravergine d'oliva, aceto di sherry, uno spicchio d'aglio in camicia, rosmarino, maggiorana e santoreggia (vedi foto sopra).
Le erbe e l'aglio donano un aroma davvero gradevole alle patate, mentre l'aceto (che evapora in cottura) lascia una nota acidula molto leggera che secondo me esalta il sapore del piatto. In genere ne aggiungo un cucchiaino da tè, ma va molto a preferenza personale. L'aceto di Sherry è di sicuro il mio preferito, lo trovo "morbido", meno pungente rispetto ad altri tipi di aceto. In alternativa potete usare aceto di vino bianco oppure poco succo di limone, se volete provare.

Tipo di cottura in forno
In genere cuocio le patate in forno pre-riscaldato a 200°-220° per circa 40 minuti. A metà cottura controllo le patate, le mescolo e le schiaccio un pochino con il retro del cucchiaio.
Perchè? Perchè la mia parte in assoluto preferita della patate al forno sono i bordini irregolari e croccanti.
Dal punto di vista estetico potrebbero risultare meno gradevoli, ma secondo me ci guadagnano in sapore.
Inoltre, per l'ultimo quarto d'ora di cottura, passo all'opzione ventilata del forno. Questo lascia le patate davvero croccanti.

Scorciatoie
Quando sono un pochino più pigra, mi capita di usare patate surgelate (già tagliate a spicchi). In questo caso non perdo tempo a lessarle e passo direttamente alla cottura in forno (seguendo tutti gli altri passaggi).

Salse di accompagnamento
Io sono al 100% pro-maionese, mentre Marco preferisce il ketchup. In occasioni speciali, mi piace preparare una salsina un pochino più particolare che si ottiene aggiungendo alla maionese un cucchiaino di senape, un cucchiaino di miele ed un pochino di erba cipollina.

Penso di avervi raccontato tutti i miei segreti.  
E voi, avete qualche trucchetto da condividere?

A presto.

Piante Aromatiche, cosa ho imparato fino ad oggi.


Dopo mesi di assenza, torno a parlarvi del mio balcone e di quello che ho imparato sul comportamento delle piante aromatiche in condizioni estreme di caldo e abbandono.

Ma partiamo con un breve riepilogo: ad Aprile ho fatto qualche giro in un Garden Center e mi sono lasciata prendere la mano. All'apice della mia ossessione avevo sul balcone 3 tipi di menta, basilico genovese, basilico viola, salvia, rosmarino, timo citrodoro, origano, maggiorana, santoreggia, aneto, dragoncello, erba cipollina e malva...

A distanza di tre mesi, alcune piante stanno bene, altre un pochino meno ed un paio sono passate a miglior vita. Confesso di averle trascurate, ma posso affermare con certezza che non è stata completamente colpa mia... il caldo, la posizione molto soleggiata e un'attacco di afidi hanno certamente contribuito.

La Malva (rubata dall'orto di mia madre) è stata aggredita dagli afidi e se n'è andata nel giro di una settimana nonostante i miei tentativi di rianimarla.

Il Basilico genovese, il Dragoncello, l'Erba cipollina e la Menta hanno attraversato un periodo di crisi, riportando per diverse settimane foglie o macchie marroni. Grazie al cielo ora si stanno riprendendo.

L'Origano è seccato (ci ha provato anche il Timo, ma l'ho salvato in extremis), l'Aneto ha perso tutte le foglie ed il Basilico viola è sparito misteriosamente. Sospetto si sia dato alla fuga.

I grandi vincitori (che inviterò a tornare anche l'anno prossimo) sono: Santoreggia, Salvia, Rosmarino e Maggiorana.

In breve, ecco cosa ho imparato da questa esperienza:
  1. Le potature regolari sono importanti. 
  2. Non ha davvero senso avere sul balcone erbe aromatiche che uso meno di due volte al mese;
  3. Odio gli afidi e la maggior parte dei prodotti in commercio non sono efficaci se l'invasione ha raggiunto quella fase in cui senti il bisogno di farti una doccia dopo aver toccato il vaso;
  4. L'angolo meno esposto del balcone non rientra nella categoria "penombra";
  5. La Maggiorana e la Santoreggia sono fantastiche con le patate al forno;
  6. Il mio grasso passero da giardino (vedi foto sopra) sta benissimo anche sul balcone.
Spero che queste considerazioni possano beneficiare qualche altro appassionato alle prime armi. Per stasera è tutto, come sempre domande e consigli sono ben accetti (se poi voleste raccontarmi anche qualcuna delle vostre disavventure, sono certa che mi farebbe sentire molto meglio). A presto.


Estate, progetti e ritorni di fiamma...


Se vi siete chiesti dove sono finita, la risposta è semplice: qui, a Milano, al caldo.
Non ci sono in programma viaggi esotici né fughe improvvisate a bordo di minivan Volkswagen anzi, a dirla tutta, penso che passerò quello che resta dell'estate in città.

Ma non vi preoccupate, avrò comunque qualche cosina interessante da raccontarvi... 
Gite domenicali, ricette estive, lavoretti di taglio e cucito, recensioni e appunti di viaggio non mancano mai da queste parti! A presto.

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